News · Gallerie, fotografia e progetti urbani

Takeawaygallery riapre a Centocelle: Stefano Carsetti Esposito e una galleria romana fuori formato

La nuova sede di via dei Narcisi 21, l’archivio degli artisti e quindici anni di mostre, installazioni e collaborazioni tra Roma e l’Italia.

Stefano Carsetti Esposito, fondatore e fotografo di Takeawaygallery, nel suo studio
Stefano Carsetti Esposito · fondatore di Takeawaygallery · Rome Art Week · profilo ufficiale ↗

La nuova sede a Centocelle

Giovedì 1 ottobre 2026, dalle 17:30 alle 21:30, Takeawaygallery inaugura una nuova sede in via dei Narcisi 21, a Centocelle, a pochi passi dalla fermata Mirti della Metro C. Dopo una pausa di quasi due anni, il progetto torna in una zona di Roma dove il rapporto tra abitanti, atelier e spazio pubblico è parte della storia quotidiana del quartiere.

La formula resta quella che ha reso riconoscibile l’associazione: una galleria in modalità TakeAway, aperta alla fotografia, alla scultura, alle installazioni ambientali, agli incontri e agli eventi pubblici e privati. Non è soltanto un nuovo indirizzo espositivo: è un laboratorio urbano che può cambiare scala a seconda del progetto.

Video di Takeawaygallery: immagini di mostre, installazioni e progetti nello spazio pubblico
Takeawaygallery · video d’archivio e progetti nello spazio pubblico · Takeawaygallery / YouTube ↗

Stefano Carsetti Esposito, fondatore e fotografo

Takeawaygallery nasce alla fine del 2009 da un progetto del fotografo romano Stefano Carsetti Esposito (Roma, 1959) e diventa associazione culturale nel 2012. La sua idea di galleria parte dalla fotografia ma non si ferma al medium: mette in relazione artisti, critici, istituzioni, amministrazioni e cittadini, spesso fuori dai luoghi canonici dell’arte.

In una conversazione dedicata alla collaborazione con Le Artigiane, Esposito ha riassunto il metodo con una frase semplice: “portare l’arte ovunque”. La nuova sede di Centocelle riprende proprio questa intuizione, con un programma che può accogliere una mostra, un progetto site specific, una proiezione o una conversazione senza cambiare identità.

Punk Aristocracy di Massimo Scognamiglio, mostra fotografica realizzata da Takeawaygallery a Roma
Massimo Scognamiglio · Punk Aristocracy · Takeawaygallery, Roma, 2016 · Massimo Scognamiglio Studio ↗

Quindici anni di mostre e progetti

L’archivio di Takeawaygallery supera le trenta mostre e comprende film d’arte, teatro, musica e interventi in luoghi storici, naturali e di uso quotidiano. È una storia italiana di mobilità curatoriale: l’opera viaggia, il contesto cambia e la galleria costruisce ogni volta una diversa forma di attenzione.

Tra i progetti documentati figurano Fata Morgana di Alberto Timossi al Lago del Col d’Olen di Gressoney-La-Trinité; The Magnificent Seven e Punk Aristocracy di Massimo Scognamiglio a Roma; System di Lulù Nuti nelle Case Romane del Celio; Illusion di Alberto Timossi alle Cave Michelangelo di Carrara; The Eighth Day di Marco Milia per Marble Weeks; Lightness di Francesco Fei, prodotto tra Carrara, Firenze e Milano; Latinorum di Giancarlo Neri e In aere in aquis di Marco Milia alle Case Romane del Celio; The Truth is Naked di Onepieceart a Roma; I Love Music a Room26; Opera Unica, spazio curato con Salvatore Savoca; 24x24, prima collettiva del 2010; e la personale di Domenico Ventura da Altamura del 2013.

In aĕre in aquis di Marco Milia alle Case Romane del Celio, progetto site specific di Takeawaygallery
Marco Milia · In aĕre in aquis · Case Romane del Celio, 2013–2014 · Takeawaygallery · archivio del progetto ↗

Dalla fotografia al progetto pubblico

Il lavoro di Esposito è il filo che collega immagini e relazioni. La fotografia documenta, ma può anche diventare una piattaforma per far incontrare pratiche molto diverse: il ritratto di studio accanto a una scultura ambientale, un archivio punk accanto a un’azione sonora, una mostra in un museo accanto a un intervento in un mercato o in una scuola.

Per questo Takeawaygallery ha collaborato con Palazzo delle Esposizioni, Cinema Farnese, Case Romane del Celio, Spazio EXP, Le Artigiane, istituzioni toscane e luoghi della cultura di Carrara. La galleria non usa il site specific come semplice scenografia: lascia che il luogo modifichi la lettura del lavoro.

Latinorum di Giancarlo Neri alle Case Romane del Celio, progetto site specific di Takeawaygallery
Giancarlo Neri · Latinorum · Case Romane del Celio, 2014–2015 · Takeawaygallery · archivio del progetto ↗

Case Romane del Celio: tre interventi, tre generazioni

Tra il 2013 e il 2016 Takeawaygallery ha progettato tre interventi site specific alle Case Romane del Celio insieme alla Cooperativa Spazio Libero, gestore del sito, sotto l’alta sorveglianza del MiBAC – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma – e con il patrocinio del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto. I progetti sono stati In aĕre in aquis di Marco Milia (7 dicembre 2013–17 febbraio 2014), Latinorum di Giancarlo Neri (29 novembre 2014–16 marzo 2015) e Sistema di Lulù Nuti (19 dicembre 2015–7 marzo 2016).

Le opere di tre generazioni differenti si sono inserite tra affreschi, murature e architetture senza sovrapporsi al sito. Il dialogo tra contemporaneo e archeologia ha mostrato la continuità tra passato e presente, la forza dell’arte in epoche diverse e la capacità di un luogo archeologico di apparire temporaneamente rinnovato attraverso un linguaggio visivo inatteso. I progetti hanno generato nuovo pubblico, attenzione mediatica e ricadute positive per le attività di prossimità e la collettività; ciascuna mostra ha richiesto circa dodici mesi di preparazione.

Nel 2016 le tre esperienze sono diventate un caso di studio dell’Università La Sapienza di Roma nella mostra Confluenze. Antico e Contemporaneo, curata da Nicoletta Cardano e Francesca Gallo al Museo dell’Arte Classica della Sapienza dal 21 maggio al 18 giugno. La sezione documentaria ripercorreva gli interventi più significativi realizzati a Roma dagli anni Sessanta in poi, nei quali l’arte contemporanea si è confrontata con gli spazi archeologici.

Sistema di Lulù Nuti alle Case Romane del Celio, progetto site specific di Takeawaygallery
Lulù Nuti · Sistema · Case Romane del Celio, 2015–2016 · Takeawaygallery · archivio del progetto ↗

Punk Aristocracy: un archivio fotografico in mostra

Nel 2016 Takeawaygallery presenta Punk Aristocracy, trenta fotografie in bianco e nero e a colori di Massimo Scognamiglio. La mostra, ospitata in via della Reginella, affronta il passaggio del punk da movimento degli anni Settanta e Ottanta a immaginario assorbito dalla moda e dal consumo culturale.

“Il punk si è infilato ovunque ma allo stesso tempo è stato violentato”, spiegava Scognamiglio a La Repubblica. Il progetto è un buon esempio del modo in cui la galleria lavora: non neutralizza la contraddizione, la rende visibile e la porta dentro uno spazio di discussione.

ECO, Atto Secondo e le collaborazioni

Nel 2023 Takeawaygallery collabora a ECO, collettiva di scultura, installazione e video art a Spazio EXP, curata da Fiamma Fiermonte e Pietro Tornesello. Nel 2017 Atto Secondo riunisce a Palazzo Velli Expo una costellazione di fotografi per raccontare gli otto anni di attività della galleria.

Nel dicembre 2024, al Palazzo delle Esposizioni, il progetto 2009–2024 mette in relazione WIM – Word Image Music, NUDO e una serie di collaborazioni con il Cinema Farnese. La formula è sempre la stessa e sempre diversa: un nucleo di artisti, un luogo, una comunità temporanea e un documento che resta.

Chi incontrare nell’archivio

L’elenco storico comprende Claudio Abate, Irma Alonzo, Sergio Angeli, Rino Barillari, Gerald Bruneau, Fabrizio Buratta, Giuliano Cardella, Angelo Cricchi, Giovanni Cozzi, Baldo Diodato, Giovanni De Angelis, Patrizia Dottori, Thalassini Douma, Rodolfo Fiorenza, Pasquale Nero Galante, Dino Ignani, Irina Ionesco, Emanuela Lena, Lucideddu, Mauro Magni, Elisa Montessori, Luigi Mulas Debois, Lulù Nuti, Claudio Orlandi, Claudio Palmieri, Roberto Precioso, Alessandro Procaccioli, Andrea Santarlasci, Massimo Scognamiglio e Stefano Carsetti Esposito.

Questi nomi non sono un catalogo di quotazioni. Sono una rete di ricerche: fotografia, pittura, scultura, installazione, cinema, performance e musica entrano nello stesso archivio perché la galleria li ha messi in relazione. La nuova sede può quindi funzionare come punto d’accesso a una storia già ampia e non come ripartenza da zero.

Come seguire la nuova sede

Per la visita conviene controllare il sito ufficiale, il calendario e i canali di contatto di Takeawaygallery: il programma può cambiare in base al progetto e al luogo. La pagina dell’inaugurazione indica via dei Narcisi 21, Centocelle, e il collegamento con la Metro C a Piazza dei Mirti.

Per chi colleziona, il valore del progetto sta nella trasparenza del contesto. Prima di chiedere un prezzo è utile capire chi cura la mostra, quale relazione esiste tra opera e luogo, quali sono tecnica, dimensioni, provenienza, tiratura o unicità e quali costi riguardano trasporto e conservazione. Una galleria indipendente può essere accessibile, ma richiede la stessa attenzione documentaria di qualunque acquisto.

Fonti e percorsi

Le fonti sono inserite per permettere al lettore di verificare e approfondire. I collegamenti ufficiali degli artisti sono parte del servizio, non un’appendice.

Elena Ketra, artista multidisciplinare italianaADV

ADVElena Ketra

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