Arte pubblica · Azione

Arte da Rubare: da oltre vent’anni l’opera prende vita soltanto quando scompare

Il collettivo avviato da Marco “Canz52” Cantarelli lascia opere nelle città: il passante le porta via e completa la performance.

8 minutiTesto originaleSito / profilo ufficiale ↗
Opera del collettivo Arte da Rubare lasciata nello spazio urbano per essere presa dai passanti
Arte da Rubare · un’opera affidata alla strada · Arte da Rubare / Living Corriere

In breve

Arte da Rubare è un progetto collettivo nato da un gesto di Marco Cantarelli, in arte Canz52: lasciare opere per strada e permettere a chiunque di prenderle. Il quadro o la scultura non viene semplicemente regalato. Diventa un dispositivo che attende una decisione.

Da oltre vent’anni l’azione attraversa città, vicoli, periferie e luoghi di passaggio. La scena non è annunciata: funziona meglio quando chi incontra l’opera non sa di essere già entrato in una performance.

Arte da Rubare, opere del collettivo nello spazio pubblico
Il progetto nello spazio urbano · Arte da Rubare / Alla ricerca della creatività

Come funziona il progetto

Gli artisti lasciano liberamente quadri, sculture e piccoli lavori per le strade o negli angoli della città. Il passante può prenderli e portarli via. Proprio questo gesto completa l’opera: chi “ruba” smette di essere soltanto spettatore e diventa il soggetto principale dell’azione.

Sul retro compare un indirizzo email o un messaggio. Chi trova il lavoro è invitato a scrivere all’autore e a inviare una fotografia della nuova collocazione. La strada crea così un contatto che nessuna lista di invitati avrebbe potuto programmare.

Collage fotografico delle azioni del collettivo Arte da Rubare
Opere, luoghi e passanti · Arte da Rubare / Alla ricerca della creatività

Il primo messaggio

Nel racconto di Canz52, una delle prime risposte arrivò nel 2005: «Grazie per l’istigazione a delinquere, fanculo al Guggenheim, se servono altre tele fammi sapere». L’ironia e l’entusiasmo di quella mail lo spinsero a continuare.

In seguito il semplice indirizzo email diventò un messaggio più esplicito e gentile. La formula Arte da Rubare, però, rimase: chiamarlo “regalo” avrebbe cancellato la sfida e l’ambiguità che trasformano il gesto quotidiano del prendere in un atto consapevole.

Opera da prendere liberamente del collettivo Arte da Rubare
Il momento precedente al “furto” · Arte da Rubare / Alla ricerca della creatività

Chi è l’artista?

Il motto del progetto sposta la firma: chi prende l’opera diventa artista perché ne completa il percorso. La produzione materiale rimane importante, ma il culmine è l’incontro inatteso, seguito talvolta dalla fotografia che documenta una nuova casa.

Nel 2016 il collettivo riuniva, oltre a Canz52, Zeitwille, Emme.xyz, Pino Boresta, Federico Cimatti, Francesco Brancheri, Mr Minimal, Daniele Tozzi e Andrea Gandini. La composizione può cambiare; il formato resta aperto a collaborazioni e azioni in luoghi differenti.

Un contro-mercato temporaneo

Arte da Rubare mette tra parentesi il prezzo e sostituisce lo scambio economico con attenzione, rischio minimo e racconto. Non nega che gli artisti debbano vivere del proprio lavoro: isola però uno spazio in cui l’opera non viene prodotta per rispondere alla domanda del mercato.

Il valore non scompare. Cambia forma: tempo dell’artista, sorpresa del passante, memoria della strada, relazione privata e documentazione dell’azione. Possedere l’oggetto significa essere entrati casualmente nella sua storia.

Fonti e percorsi

Le fonti sono inserite per permettere al lettore di verificare e approfondire. I collegamenti ufficiali degli artisti sono parte del servizio, non un’appendice.