Van Gogh, Artaud e la società · Quote 03
Antonin Artaud e Van Gogh: creare per uscire dall’inferno
Nel saggio su Van Gogh, Artaud trasforma la creazione in una via d’uscita e accusa la società che riduce la differenza a malattia.

Uscire dall’inferno
«Nessuno ha mai scritto o dipinto, scolpito, modellato, costruito, inventato, se non per uscire dall’inferno». Antonin Artaud scrive questa frase in Van Gogh, il suicidato della società, il testo del 1947 che rifiuta di ridurre il pittore a un’etichetta psichiatrica.
L’inferno di Artaud non è un marchio di genio. È la pressione esercitata sul soggetto dalle condizioni dell’esistenza e dalle istituzioni che decidono quale sguardo sia accettabile. Creare diventa un gesto di resistenza e di trasformazione.
Van Gogh oltre il mito
Il celebre Autoritratto del Musée d’Orsay mostra un pittore che osserva se stesso con estrema precisione. Le curve del fondo e il contrasto dei colori non sono una cartella clinica dipinta: sono decisioni formali, maturate attraverso lavoro e conoscenza.
Raccontare Van Gogh soltanto attraverso la crisi rende invisibile il pittore. Artaud ci invita a capovolgere la domanda: che cosa vedeva l’artista che la società del suo tempo non riusciva o non voleva vedere?
Fonti e percorsi
Le fonti sono inserite per permettere al lettore di verificare e approfondire. I collegamenti ufficiali degli artisti sono parte del servizio, non un’appendice.

